“Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli,
e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.”
(José Saramago)
È vero. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Anche quando ti sembra di aver sbagliato strada. Anche quando ti sembra di aver commesso qualche errore o, comunque, che non ti trovi nel luogo in cui avevi pianificato di arrivare. Non ancora almeno.
È appena iniziato l’anno e per essere onesta in qualche momento ho pensato di essere nell’ultimo livello di Super Mario per le cose che stavano accadendo a me e intorno a me in questi ultimi tempi. Prove importanti, complicate da gestire, di fronte alle quali ho provato mille emozioni, anche in contrasto fra loro, tra cui anche e soprattutto la paura di non farcela, la paura che fosse tutto troppo. Quella paura che in certi momenti ti fa sentire bloccato, impossibilitato ad andare da nessuna parte: né avanti né indietro.
Riflessioni a 360° su vari fronti: famiglia, amici, lavoro… Decisioni difficili, e in qualche caso dolorose, prese facendo un viaggio nell’anima per ascoltarmi, guardando le mie paure, entrando in contatto con quella parte di me che a volte tendo a nascondere, chiedendomi qual’era la cosa giusta da fare. Distacchi… Cambi di schema avendo imparato che se non cambi nulla, nulla cambia.
E allora mi sono chiesta se stavo facendo passi avanti o passi indietro. Poi stamattina ho letto un articolo di Sebastiano Zanolli, persona a me cara e che stimo tantissimo, che parlava di resilienza, argomento di cui anche io ho scritto più volte e soprattutto che più volte ho potuto sperimentare nella mia vita.
Sabastiano scrive: “come dice wikipedia : “la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità. Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti”.
Ricostruirsi, ripartire, rinascere… come l’Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri e che
nella saga di Harry Potter è dotata di poteri straordinari: è in grado di sollevare pesi immensi e le sue lacrime hanno poteri curativi. Sarà un caso, ma forse anche no! In questi giorni sentivo che il peso fosse davvero troppo e sentivo il bisogno di far uscire le lacrime per sciogliere qualcosa dentro, il “ghiaccio dell’anima” direbbe Hermann Hesse.
Allora vanno bene I passi avanti e vanno bene anche quelli indietro che in qualche modo sono anch’essi passi avanti, dipende da dove li guardi.
Perché è un passo avanti trovare il coraggio di affrontare quello che ti fa paura;
è un passo avanti fare tutti i passi indietro che servono per rompere schemi non più funzionali e dare la possibilità all’altro di volare liberamente, di sperimentare, di crescere… anche quando il distacco fa male;
è un passo avanti fermarsi e fare i passi indietro necessari per ricordarsi di non essere Wonder Woman, ma una persona, una donna, una mamma, una coach, un’amica… con luci e ombre, punti di forza e fragilità (per fortuna, benvenuta tra gli esseri umani!);
è un passo avanti avere l’umiltà di chiedere aiuto alle persone che ti stanno dimostrando di esserci e di essere veri amici, quelli che si prendono cura di te quando tu sei in riserva di energie, capaci di darti amore e coccole per strapparti un sorriso costringendoti a festeggiare un compleanno che non avresti mai voluto festeggiare;
è un passo avanti malgrado tutti i casini avere un cuore grato, impaurito sì, vulnerabile perché colpito dal susseguirsi degli eventi, ma grato per tutto questo, consapevole che l’antidoto della paura è sempre la gratitudine.
Quindi sì, resiliente ancora una volta. Imparo. Mi rialzo. Ricomincio il mio viaggio da qui, da dove finora mi hanno portato i miei passi.
Passi avanti, passi indietro… Ripartendo, sempre e comunque.
Grazie e Buon Anno!
Emanuela
Potrebbero interessarti anche
Tutti gli articoli
La solitudine nell’era delle Community
Madre Teresa definiva la solitudine la povertà più terribile, associandola alla sensazione di non…
Rapporto medico-paziente: l’effetto placebo della comunicazione
Parto con una citazione del Prof. Fabrizio Benedetti, professore di Neuroscienze all’Università di Torino…
Feedback: quando il sandwich diventa una frittata
Quante volte hai sentito parlare di quanto è importante il feedback? E di quanto…