“Un maestro ti prende per mano, apre la mente e tocca il cuore.”
Robert Dilts, parlando di sponsorship scrive: “Se si chiedesse ai giocatori di baseball di pensare al migliore dei propri coach, molti atleti entrerebbero istantaneamente in uno “stato-risorsa”. E’ infatti grazie al riconoscimento ricevuto dal loro coach che sono arrivati a concepire loro stessi come dei “giocatori di baseball” e come dei “vincenti”.
La parola Sponsor deriva dal latino “spondere” ed era utilizzata per indicare una persona che si era assunta la responsabilità del benessere spirituale di un altra.
Essere uno Sponsor implica di ESSERCI per l’altro, di riconoscerlo ad un livello profondo, quello dell’IDENTITÀ’ e di comunicare messaggi chiave quali: ti vedo, esisti, sei prezioso, sei unico. Messaggi che fanno sentire l’altro visto, riconosciuto, considerato e, mi permetto di dire, “amato” incondizionatamente.
Guardando il tuo potenziale, le tue caratteristiche essenziali, ciò che ti rende unico. Qualcosa che magari deve ancora emergere, è nascosto, chiuso nel guscio… e lui lo vede e crede ancora prima di te che quel guscio si aprirà, e ti dà l’incoraggiamento, la Sponsorship appunto, necessaria perché ci credi anche tu… fino a quando magicamente quel guscio si apre e tu diventi la Meraviglia che sei e vuoi veramente Essere.
…questo è quello che sono stati e hanno fatto i miei Maestri, Mentori, Coach e Sponsor in questi anni con me. Questo è quello che sono e faccio, questo è quello che voglio Essere e fare.
Grazie!
Emanuela
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