Sono tornata in questi giorni a sfogliare le pagine de Il codice dell’anima di James Hillman. Sono tante le cose che mi affascinano e oggi mi fermo a scrivere della sua magnifica ghianda. Leggo “Il destino della quercia, con le sue radici, il suo tronco, la sua chioma, la sua forza, la sua imponenza, il suo essere alta e frondosa o bassa e massiccia, è già contenuto nella piccola ghianda.”

E mi fermo su questo perché in questi giorni, durante la produzione della campagna di prevenzione sul consumo di alcol e di sensibilizzazione sulla donazione di organi rivolta ai giovani che sto realizzando con l’Associazione Amici del Trapianto di Fegato che presiedo in collaborazione con il Tour Music Fest, ho avuto la prova vivente di quante querce si possono veder crescere se credi veramente che nella ghianda sia contenuto tutto quello che serve. Quante volte siamo disposti a crederlo? Quante volte siamo disposti a vedere la parte migliore che c’è nelle persone con cui interagiamo? Come coach ho imparato e sto imparando ancora che vedere nelle persone il bello che loro stesse a volte non vedono è davvero la differenza che può fare la differenza nella loro vita, così come nella mia, o in un’azienda, in una famiglia… Wayne Dyer dice e ha scritto anche un libro intitolato Credere per vedere.  E in questi mesi, in questi ultimi giorni, io ho visto davvero molte cose.

Ho visto per due giornate 60 meravigliosi ragazzi (del Liceo Farnesina, del Liceo Dante Alighieri e della scuola di danza Kledi Dance) stare per ore in condizioni climatiche vicine allo zero e/o sotto zero a fare “ciak su ciak” sempre con il sorriso sulle labbra e pieni di energia.    width=

Li ho visti prendere confidenza con le telecamere e con le indicazioni del regista e/o dell’aiuto regista…loro…piccole ghiande che hanno dimostrato con la loro energia e con la loro generosità quanto grandi saranno le loro querce.   width=

Ho visto professionisti con almeno vent’anni di esperienza di produzioni televisive, fotografiche, cinematografiche e/o pubblicitarie, mettersi al servizio della “comunità”, togliendosi i cappelli dei ruoli consueti e tenendo solo quello del dono,  width=del loro tempo, della loro competenza, delle loro braccia, della testa e del cuore.

 width=

 

Ho visto un giovane ragazzo, Andrea Di Giovanni, contattato su Facebook farsi domande su come poter essere migliore, esprimere la sua voglia di fare, sapere, imparare, crescere, vivere riempiendosi di emozioni e volendo imparare da ogni più piccola cosa…scegliendo la libertà di essere invece del dover essere.

All’inizio anche lui più impacciato davanti alla telecamere e a tutto il contesto, trucco…parrucco…prova costume…un po’ di interpretazione recitativa…un po’ di gioco…un po’ di ballo…un po’ di canto…tutto il “fare” che ha ruotato intorno all'”essere”… E poi tutto ha cominciato a prendere forma, colore, forza, ritmo, espressione spontanea di un’altra piccola grande quercia.

Allora grazie a tutti e, in particolare a loro…le piccole querce che crescono.

🙂 Emanuela