Oggi compio 43 anni! Già, il primo dell’anno…tempo di bilanci e nuovi obiettivi per tutti e anche per me, non soltanto perché ho salutato l’anno che è appena finito e dato il benvenuto al nuovo. Ma anche perché ho aggiunto una candelina sulla torta!
E allora non mi sottraggo al bilancio di questo 2011 e ai buoni propositi, meglio, ai nuovi obiettivi per il 2012.
Stanotte, mentre guardavo con gli occhi sgranati la meraviglia dei fuochi d’artificio sul Golfo di Napoli,
un vero delirio di fuochi colorati e assordanti che dopo circa 30 minuti si è trasformato in una nube di fumo, vedevo scorrere il film di questo anno trascorso: iniziato con la curiosità e l’apertura alle cose possibili, alimentato nel corso dei mesi da una spasmodica voglia di imparare, costruire e creare cose nuove, di mettermi in gioco e di esprimere l’energia vitale che ho scoperto di avere, arricchito da molte persone straordinarie che ho incontrato, alcune delle quali considero un grande regalo.
Non è stato tutto bello; ci sono stati momenti dolorosi, lacrime e fallimenti o, meglio, risultati non desiderati, ma la cosa incredibile che ho il piacere e il dovere di riconoscere di aver messo a segno è stata la mia voglia di provarci, sempre, di alzare l’asticella, di ritirare i dadi, anche quando pensavo proprio di non averne più né la forza né la voglia.
Ci sono stati anche successi, frutti che ho cominciato a raccogliere dopo anni di studio e lavoro, dopo un bel po’ di chilometri percorsi…nel mio lavoro, come trainer e come coach, come docente di Comunicazione Medico-Paziente alla Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica a Roma. Traguardi nell’attività di volontariato che svolgo come Presidente dell’Associazione Amici del Trapianto di Fegato; come MAMMA, come DONNA, come PERSONA in generale perché comunque sia andata sono cresciuta.
Non ho smesso di sognare, anzi, ho riaperto la porta a sogni che avevo dimenticato …ricominciando a crederci.
Non credo a cose tipo anno nuovo vita nuova; penso che l’anno nuovo sarà ricco di esperienze tante quante io vorrò accoglierne. Portatore di nuove lezioni tante quante sarò disposta a impararne.
Voglio quindi RINGRAZIARE tutti coloro che hanno fatto parte dei passaggi fino a qui: a cominciare dai miei figli insieme ai quali, nel bene e nel male, cresco ogni giorno; sono loro, per primi, a mettermi di fronte a me stessa, ai miei punti di forza e ai miei punti di debolezza, a mettermi in discussione, a darmi la motivazione per rialzarmi, un giorno alla volta, facendomi scoprire che ne vale sempre la pena, anche quando a me sembra di no, anche quando mi sembra di aver finito le carte del mazzo da giocare.
Voglio ringraziare tutte le persone, quelle che in qualche modo facevano già parte della mia vita, quelle che ho perso lungo il percorso forse semplicemente era terminato il loro compito nel tratto di strada che abbiamo condiviso o magari era terminato il mio, le nuove arrivate in quella parte di storia che ha fermato e segnato il mio tempo. Nei giorni scorsi ho visitato il Palazzo Reale a Napoli e ho fotografato (di nascosto!) la scultura di Pierre Philippe Thomire l’ “Orologio con la Storia che ferma il Tempo”, composta da un Globo dove sono indicate le ore e due statue: una di Padre Tempo e l’altra, appunto, della Storia che ferma il Tempo. 
Ecco, la mia GRATITUDINE, per questo anno che è appena andato via, va a tutti i protagonisti delle storie che hanno fermato il mio tempo, le mie corse, che mi hanno sollecitato nuove domande per trovare nuove risposte, che mi hanno spinto a fare cose diverse per ottenere risultati diversi.
Per tutte quelle persone, eventi, situazioni per cui è valsa la pena lottare, incazzarmi, piangere, ridere, soffrire, gioire perché hanno smosso qualcosa dentro di me costringendomi a fare un passo avanti, aggiungere un pezzo di consapevolezza e buttare via un altro po’ di zavorre.
So che non ho raggiunto tutto quello che mi ero prefissata, e che ci sono sogni e desideri profondi che ancora non ho realizzato, ma so che sono sulla buona strada perché anche in questo anno mi sono permessa di sbagliare e di imparare dai miei errori, sono stata me stessa anche quando correvo il rischio di sentirmi rifiutata, ho avuto il coraggio di amare, di mostrarmi per quella che ero e che sono, forte e fragile allo stesso tempo, parlando nella verità alle persone importanti per me, a cominciare dai miei figli. Ho avuto l’umiltà di raccogliere i pezzi e ricominciare ogni volta che ho visto un sogno in frantumi. Insomma, fiera di aver fatto la mia parte e di aver lasciato agli altri la loro, felice di aver imparato un sacco di cose e pronta, per l’anno che verrà, a mettermi nuovamente in discussione e a impararne delle altre! E soprattutto…ho voglia di custodire e proteggere i miei sogni, combattere per loro e…continuare a sognare! 
Mi commuovo ogni volta che leggo la poesia di Pedro Salinas:
“Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l’acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
“Io sono il sole, i cieli, l’amore”.
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l’anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra”.
Spero che anche tu possa aprire il cuore, la mente e la pancia ai tuoi sogni, a tutto quello che il nuovo anno vorrà regalarti, sapendo che l’uso e l’ottimizzazione che farai di tutto quello che avverrà dipende solo da te, da quali lenti userai e dalle azioni che sceglierai di mettere in atto.
Lascio a te lo stesso augurio che faccio a me, oggi, per l’anno che inizia e per il mio compleanno. Mi ha scaldato il cuore quando l’ho ricevuto via SMS qualche mese fa….quando l’ho scritto sul biglietto di auguri al compleanno di mia figlia…quando stanotte l’ho mandato via SMS sui telefonini dei miei figli, Niccolò, Chiara, Veronica e Chicca…quando ho letto le loro risposte…quando ho visto e rivisto il film da cui è tratto: Il curioso caso di Benjamin Button.
Oggi lo scrivo per me e per te, perché sia un’ancora per ogni momento in cui avrò bisogno di ricordarmelo, di sorprendermi, di vivere nuove emozioni e di scaldarmi il cuore.
“Per essere quello che vuoi essere. Non cè limite di tempo, comincia quando vuoi. Puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo. Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio. Spero che tu viva tutto al meglio. Spero che tu possa vedere cose sorprendenti. Spero che tu possa avere emozioni sempre nuove”.
Benvenuto 2012!
Ready to go 🙂
Emanuela
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