Oggi sono andata ad ascoltare un paio di interventi al 1° Convegno del disORDINE DEI FISIOTERAPISTI. Già solo il titolo era straordinario: “Eccellenze a confronto per la fisioterapia del futuro”. Io non sono una fisioterapista; sono un coach e insegno comunicazione medico-paziente alla Facoltà di Medicina alla Cattolica a Roma.  Ma il convegno era organizzato da due amici, Giuliano Mari e Luca Luciani, con i quali ho condiviso in questi ultimi due anni molti momenti importanti di scambio e di crescita personale.

Così sono andata per assistere e celebrare con loro un grande successo. Lo so, è un concetto noto, ma…come si dice repetita iuvant! Successo è il participio passato del verbo succedere. Giuliano e Luca in questi due anni di cose ne hanno fatte succedere veramente tante e al di là del risultato straordinario raggiunto oggi, sono stata testimone del loro viaggio, altrettanto straordinario, con tutti gli ingredienti che man mano ci hanno messo: vision, passione, competenza, curiosità e quasi attrazione fisica nel voler imparare  cose nuove, spesso molto diverse dal loro campo specifico, impegno, costanza, smisurata creatività e pensiero laterale, voglia di condividere le loro idee con gli altri, voglia di porsi nuove domande per trovare nuove risposte, networking, generosità…e davvero tanti altri ingredienti! Alcuni li avevano già in partenza e li hanno coltivati per migliorarli, altri sono andati a cercarseli con corsi, libri, persone specializzate alle quali si sono rivolti, investendo tempo, soldi, lavoro e fatica, “facendo anche dei “fallimenti” un valore come se fossimo nella Silicon Valley”, per citare una frase della relazione di Luca. Immagine

Certamente tra i fisioterapisti presenti a molti sarà accaduto per la prima volta di spostare  il focus: dall’evidenza del sintomo o dal trattamento o dalla zona da trattare, alla persona, alla relazione con il paziente, alla differenza tra la patologia e il malessere, quella che nei termini inglesi è da una parte disease (patologia) e illness (malessere, cioè, la percezione del paziente), alla comunicazione più o meno efficace per incoraggiare, tranquillizzare e sostenere il paziente, aumentando la compliance e l’empowerment del paziente. Sono sicura che molti di loro saranno usciti con quella dose di consapevolezza in più sul  ruolo che possono scegliere con un paziente: essere fisioterapisti che fanno ai pazienti un trattamento/terapia per curarli o essere loro stessi la cura.

Ho conosciuto Giuliano e Luca in Extraordinary, ai corsi di Claudio Belotti, e nei viaggi in treno Roma-Milano-Roma nelle trasferte di un giorno che abbiamo fatto insieme per frequentare alcuni corsi. Volevano “scrivere una nuova pagina nella storia della riabilitazione”. E l’hanno scritta. IO C’ERO e aggiungo che è stato un onore per me condividere con loro una parte del loro viaggio, imparando anche da loro, essere testimone delle cose che hanno fatto succedere e celebrare con loro il loro risultato!

A voi, Giuliano e Luca, CONGRATULAZIONI per la pagina che avete scritto oggi e IN BOCCA AL LUPO per tutte quelle che scriverete!

Chiudo con la citazione finale della relazione di Luca Luciani, presente anche sul Diario del suo profilo Facebook: “…penso che siamo tutti straordinari, ognuno a proprio modo, e possiamo migliorare la nostra vita e quella delle persone che ci circondano attraverso una costante ricerca del modo di pensare, agire ed emozionarci!”

Grazie per aver dato un’ulteriore dimostrazione di cosa è l’ECCELLENZA…quella dei Grandi che hanno ancora voglia di imparare. crescere e far crescere!

🙂 Emanuela