Sto scrivendo sul treno, di ritorno da una giornata di Coaching Lab con Extraordinary, letteralmente un laboratorio. Mi sono chiesta prima di andare cosa mi aspettassi da questa giornata; conoscevo il nome del trainer, Connie Shottky e l’argomento, cioè, Coaching con la Psicologia dei 6 bisogni di Anthony Robbins. Mi piace andare ai corsi, è vero, è il mio modo di dedicare tempo a me stessa, di dare spazio alla mia voglia di apprendere cose nuove, ma la cosa sorprendente è che spesso, oltre ad apprendere un metodo, o acquisire nuove competenze, o nuove tecniche, una delle cose principali che mi porto a casa appartiene alla conoscenza di me, a un arricchimento che va molto oltre la sfera puramente intellettuale. Tocca altre corde. Succede quando sento quel clima di scambio di conoscenza, emozioni, esperienze e la convinzione comune che tutti torneremo a casa con un pezzo in più, importante per ognuno secondo le sue esigenze di quel momento specifico. Questo era quello che mi aspettavo, quello di cui evidentemente avevo bisogno e quello che ho ricevuto grazie alla competenza e alla generosità di Connie.
Thomas Jefferson raccontava “Due persone si incontrano. Ognuna ha un dollaro in tasca. Si scambiano il dollaro. Riprendono la loro strada. In tasca hanno un dollaro ciascuno. Due persone si incontrano. In testa hanno un’idea. Se la scambiano e si salutano. Riprendono la loro strada. Ognuno con in testa due idee”.
Oggi io, come penso tutti i miei “compagni di viaggio”, mi sono portata a casa molto più di un paio di idee; perché è vero, Connie ci ha insegnato un metodo da utilizzare nelle sessioni di coaching ed è possibile che io un giorno lo utilizzerò con cognizione di causa e con efficacia insieme ad altri che nel frattempo avrò imparato. Quello che è certo è che oggi, un po’ più consapevolmente di prima, so perché faccio quello che faccio, capisco la motivazione di alcuni miei comportamenti e del significato che attribuisco a quelli degli altri.
E allora, ancora una volta, ho la dimostrazione che il mio percorso di crescita sulle competenze passa necessariamente per un percorso di conoscenza di me e questo…straordinariamente…passa attraverso l’incontro e lo scambio reciproco con gli altri, che ti fanno da specchio, che ti danno feedback…toccando le tue corde e provocando in te azioni e reazioni non necessariamente positive. E, ogni volta, posso scegliere di chiudermi a riccio, nella paura del giudizio altrui, o nell’imbarazzo…o farmi buone domande: perché sto provando questa o quella sensazione? O perché sto reagendo così? Dipende veramente da quella persona o da quel fatto? Quale corda stanno toccando? Quale bisogno sto o non sto soddisfacendo? Qual’è la mia parte? A volte è un attimo! Una parola, uno sguardo, un rimprovero o qualcosa a cui dai questo significato…e qualcosa cambia, all’improvviso, senza nemmeno che tu te ne accorga. Oggi, “aggiungendo un colore alla mia tavolozza”, ho nuovi strumenti per accorgermi e cambiare direzione e/o aiutare gli altri a farlo. E la direzione cambia quando la vuoi cambiare, quando accetti lo scambio e…impari su di te, sugli altri, per te e per gli altri.
Grazie!
Emanuela
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