27 Gennaio 2019

Giornata della Memoria: per ricordare e per?

Oggi è la Giornata della Memoria, PER NON DIMENTICARE. E siccome ho imparato che la mente inconscia non è in grado di registrare la negazione, preferisco dire PER RICORDARE, espressione cui sono particolarmente affezionata perché, come mi capita spesso di dire o scrivere, etimologicamente viene dal latino cor-cordis, e significa “riportare al cuore”.

Ogni volta che leggo articoli o libri, o vedo film o documentari relativi a quanto è successo in quel periodo, in alcuni momenti mi capita di avere reazioni istintive e incontrollate, di paura, di pianto, di dolore, mi viene di girare lo sguardo per non vedere una scena “troppo” violenta. Già… “una scena troppo violenta” da non riuscire a guardarla.

E poi mi rendo conto che io non riesco a guardarla mentre c’è chi è stato costretto a viverla, quella come molte altre e per un tempo prolungato. Qualcosa al limite dell’umano e ben oltre il disumano che è giusto ricordare, sì certo, ma perché, a quale scopo?

…per impedire che accada di nuovo.

Allora, per quanto possa sembrare banale, mi viene da ripercorrere le stesse pagine, le stesse scene, io non c’ero, è vero, ma mi viene da ripercorrerle con un altro sguardo, concentrandomi su quelle persone, quelle scene, quelle storie delle persone che c’erano e che non solo si sono fatte forza per resistere, ma hanno trovato le forze per aiutare gli altri, per dare un briciolo di speranza, anche quando li stavano accompagnando a morire. Mi viene da ripercorrerle guardando a quelle persone che pur non essendo direttamente coinvolte o vittime, hanno fatto il possibile per contrastare quella disumanità, offrendo aiuto, ospitalità, rifugio, cibo, sostegno…

e quando tutto intorno era fuori dall’umano ogni più minuscolo gesto di umanità ha fatto veramente la differenza.

Alcune storie di queste persone sono note, raccontate in libri, documentari o film, altre no. Ma non importa. Non è certo per la visibilità che lo hanno fatto. Ma per amore dell’uomo, per umanità.

E allora certo che va bene ricordare, per riflettere, per pensare… perché come disse Primo Levi in un’intervista che gli fece Enzo Biagi nel 1982: “Ho capito che non esiste né la felicità, né l’infelicità perfetta. Ho imparato che non bisogna mai nascondersi per non guardare in faccia la realtà e sempre bisogna trovare la forza per pensare”.

Ma siamo sicuri che nel nostro mondo, così moderno, così evoluto, non ci siano esempi e storie disumane che violano la dignità dell’uomo e che ancora una volta la reazione diffusa non sia far finta di non vedere, far finta di niente?

La domanda allora è: cosa stiamo facendo noi, nel nostro piccolo, cosa sto facendo io, cosa stai facendo tu, nella quotidianità, per contrastare quello che di disumano c’è nel mondo di oggi, per avere e dare speranza?

Anna Frank, nel suo Diario, scrisse:

“Che bello il fatto che nessuno debba aspettare
un momento particolare
per iniziare a migliorare il mondo”.

Grazie,
Emanuela

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