25 settembre 2017

Il “flusso” di quando ami ciò che fai…

 

 

Quando ami ciò che fai diventa tutto più semplice. Se poi fai anche ciò che ami è veramente il massimo. Lo dicono gli studi di discipline diverse in campi diversi: attiva sostanze nel nostro organismo che ci danno più energia, ci fanno stare meglio, ci fanno essere più creativi, più efficienti e più efficaci. Ci fanno sentire in un flusso potente e potenziante allo stesso tempo. Steve Jobs lo considerava l’unico modo per poter fare un buon lavoro e personalmente condivido e non solo perché lo diceva Steve Jobs, ma perché sono un Coach e so, per esperienza personale e professionale, che si tratta sempre del punto fondamentale: il grado di motivazione che ci spinge a fare o non fare qualcosa.

Quando amiamo ciò che facciamo addirittura, secondo gli studi, si altera il nostro stato di coscienza. In inglese viene definito flow (flusso), una condizione in cui ci troviamo pienamente coinvolti, motivati, concentrati, gratificati e incredibilmente efficienti ed efficaci nello svolgere quella determinata attività. Un po’ come se fossimo in un’area di superpotere.

Nel 1975 lo psicologo ungherese Mihály Csíkszentmihályi fu il primo a parlare della teoria del flusso identificando alcune caratteristiche di questo stato di coscienza alterato in cui le persone, compresi tu e io evidentemente, possono trovarsi quando amano quello che fanno. Csíkszentmihályi lo chiamò flusso per descrivere quella sensazione descritta da molte persone che aveva intervistato che si sentivano come trasportati da una corrente. Un’esperienza ottimale dove la performance è al massimo del suo potenziale e lo stato d’animo è positivo, felice. Nelle sue ricerche Csíkszentmihályi  era partito ponendosi due domande:

Cos’è che rende la vita tale che valga la pena di essere vissuta? In che modo, nella vita di tutti i giorni, ci sentiamo veramente felici?

Per rispondere a queste domande cominciò a osservare persone creative, artisti, scienziati… “cercando di capire cos’è che faceva loro sentire che valeva la pena trascorrere la propria vita a fare cose per le quali molti di loro non si aspettavano fama o fortuna, a fare cose che facevano della loro vita una vita piena di senso, una vita che valesse la pena vivere”. (tratto da una conferenza su Ted: Mihaly Csikszentmihalyi: Flow, the secret to happiness)

Tutte le risposte delle persone intervistate avevano, seppure con una linguistica diversa, qualcosa in comune: la descrizione di uno stato di estasi, di super concentrazione che ti fa dimenticare di mangiare, bere, andare in bagno… che ti fa perdere la cognizione del tempo, ti fa dimenticare della tua stessa esistenza e che fa sì che quella specifica attività venga fuori da sola, spontaneamente con, certamente, un livello di maestria dato dalla preparazione tecnica e dall’allenamento. Il tutto con una chiarezza  e una lucidità sorprendenti.

Csíkszentmihályi da anche una spiegazione scientifica a questo stato di super concentrazione che ha necessariamente bisogno di “dimenticarsi” di tutto il resto per raggiungere quel livello collegandola alla capacità del nostro cervello di elaborare un numero limitato di bits di informazioni al secondo. Nello specifico, su 2.2 milioni di bits di informazioni al secondo che il nostro cervello riceve, è in grado di elaborarne soltanto 124 (alcuni testi riportano 136). Quindi, per concentrarsi su qualcosa, necessariamente il cervello ha bisogno di fare quel processo per “filtrare le informazioni” che in PNL (Programmazione Neurolinguistica) viene chiamato CANCELLAZIONE.

Tra le persone intervistate c’erano anche amministratori delegati di grandi società di successo e anche le loro risposte avevano fattori comuni: il concetto di successo attraverso un’attività che aiutasse gli altri e contemporaneamente li facesse sentire felici di svolgere il loro lavoro.

Andiamo ora a vedere un po’ più nel dettaglio le caratteristiche di questo stato di flow/flusso:

  • obiettivi chiari: sai cosa vuoi ottenere;
  • concentrazione totale sul compito: sei focalizzato sul qui e ora, nel momento presente;
  • perdita dell’autoconsapevolezza: sei così assorto in quello che stai facendo che ti dimentichi il tuo ego;
  • distorsione del senso del tempo:  perdi la cognizione del tempo; non ti rendi conto del tempo che passa;
  • retroazione diretta e inequivocabile: sei lucido e consapevole degli effetti/risultati delle tue azioni;
  • bilanciamento tra sfida e capacità: il livello di difficoltà della sfida è adeguato alle tue capacità, né troppo facile, né troppo difficile;
  • senso di controllo: hai la sensazione di poter controllare la situazione;
  • piacere intrinseco: provi un piacere fine a se stesso nello svolgimento dell’attività, a prescindere dall’obiettivo, cioè, per usare un’immagine frequente nel Coaching, ti godi il viaggio a prescindere dalla destinazione;
  • integrazione tra azione e consapevolezza: concentrazione e impegno sono al massimo livello. Sei talmente “nel flusso” che le tue azioni sembrano venire spontaneamente da sole.

Io personalmente amo profondamente il mio lavoro ed è vero… lo amo così tanto che quando lavoro mi dimentico proprio di tutto! Sono capace quando preparo una presentazione o un progetto di non mangiare o bere per tutto un pomeriggio/sera e poi accorgermi che sono le due del mattino. Mi emoziono ogni volta che sono in aula o in una sessione individuale di coaching perché io mi sento più vigile, abile, ispirata, creativa… e vedo negli altri quel pezzetto di consapevolezza in più che con il mio lavoro contribuisco a fargli aggiungere, quelle piccole, a volte microscopiche, trasformazioni che genereranno tanto altro… perché mi sento felice quando lo faccio. E dico sempre che finché continuerò a sentirmi così, finché continuerò dimenticarmi l’orologio e a emozionarmi… è quello che devo, voglio e scelgo di continuare a fare. Se un giorno dovessi non sentirmi più così, sarà arrivato il momento di smettere.

Ora tocca a te… e la domanda sorge spontanea. Alla luce della descrizione di tutto ciò che accade a una persona quando si trova in uno stato di flow/flusso

Quali sono le attività della tua vita di tutti giorni che quando le svolgi provi e in qualche modo riscontri qualcuna o tutte queste caratteristiche?

Quali sono le cose che quando le fai ti danno quelle sensazioni, che ti fanno perdere il senso del tempo e che ti fanno sentire felice?

Pensaci… trovare la risposta a queste domande potrebbe davvero fare la differenza nella tua vita e aiutarti a essere più consapevole di ciò per cui per Te vale la pena vivere e di cosa, nella tua vita di tutti i giorni, ti fa sentire veramente felice.

Ama ciò che fai. Fa’ ciò che ami. E’ l’augurio più grande che posso farti.

Grazie,

Emanuela

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