22 maggio 2018

Coaching: progresso e non perfezione

Progresso e non perfezione. Una frase, quasi uno slogan, che negli anni ho sentito più volte e in contesti diversi. Sentita sì…tanto…ascoltata un po’ meno! Fino a quando, ormai un po’ di anni fa, l’ho fatta mia e, finalmente, ho tirato un sospiro di sollievo. Mi sono detta: Wow! Benvenuta fra i comuni mortali che non solo si permettono di sbagliare ma addirittura si permettono di imparare dai propri errori e, magicamente, di PROGREDIRE! Non più un presunto schema di perfezione che, oltre ad essere impossibile da raggiungere, spesso e volentieri è dettato da altri, viene da regole e aspettative  di altri e/o dalle regole di un gioco che non abbiamo stabilito noi. Quel giorno è stata una vera liberazione.

“La perfezione non è essere perfetti, ma tendere continuamente ad essa” scriveva  il filosofo dell’idealismo tedesco Johann Gottlieb Fichte, alla fine del 1700, essere cioè perfettibili in una spinta costante nel tempo al progresso, giorno per giorno, superando i nostri limiti step by step tendendo alla perfezione come in matematica si tende all’infinito.

Questo è quello che io voglio fare e questo è quello che ho voluto insegnare ai miei figli; questo è quello che vivo con il Coaching; questo è quello che voglio trasmettere e condividere con le persone più o meno vicine a me: parenti, amici, clienti…

Progredire mi dà il privilegio di poter celebrare ogni piccolo mattoncino che aggiungo alla mia costruzione, e sottolineo mia; la costruzione del mio progetto, di me, di chi voglio essere. Per Epicuro la felicità non poteva prescindere dalla domanda “Chi sono io?” e dall’autorealizzazione della propria natura. Oggi so quanto sia importante pormi ogni giorno questa domanda e allineare le mie azioni con i miei valori, con la mia identità.

Anthony Robbins ha detto:
“Pianificare la perfezione equivale a pianificare il fallimento”.

E io aggiungo:
“Pianificare il progresso equivale a pianificare il successo”.

E il giorno che cado, che sbaglio, che mi ritrovo in panne…Wow! la libertà di potermi rialzare con un pezzetto in più del puzzle della consapevolezza. E così, anche l’errore, anche la caduta, anche il momento di defaillance diventa funzionale, propedeutico alla mia crescita e al raggiungimento della meta finale. Significa che progredire mi dà anche il privilegio di poter celebrare gli errori!

Un giorno scopri che è possibile sbagliare e che non muore proprio nessuno se sbagli; scopri che puoi cambiare idea e pensarla diversamente da come tutto, o quasi, il  mondo intorno a te si aspetta!

E scopri che  puoi esistere e ti accorgi che non solo puoi dire la tua, ma anche che una parte di mondo ti ascolta, ti accoglie e ti riconosce per chi sei veramente dandoti il valore che meriti. E, cosa ancora più grande, scopri che puoi guardare riconoscere gli altri per quello che realmente sono, senza idealizzarli e/o senza metterti tu al di sopra o al di sotto…diventi e ti senti persona. Scopri, con la meraviglia di chi sembra guardare il mondo per la prima volta, o di un bambino che ha in mano un nuovo gioco, che il nuovo gioco si chiama progresso e non perfezione. E questa volta le regole sei tu a stabilirle e sei libero di cambiarle all’occorrenza; non c’è una tabella di marcia da seguire, uno schema preconfezionato a cui corrispondere…c’è semplicemente una vita da vivere, la tua, così come la mia.

Il Coaching mi ha insegnato a pormi nuove buone domande per trovare nuove buone risposte. Continuo, negli anni, a frequentare corsi, studiare e leggere libri su libri solo per crescere e continuare a imparare. E capisco che potrei  leggere e studiare all’infinito. E questa è la cosa straordinaria del coaching, per me che ho dovuto e voluto sempre inscatolare tutto o dividere il mondo tra ciò che era giusto e ciò che era sbagliato: non c’è la domanda o la risposta giuste o sbagliate; è un cruciverba a schema libero dove puoi trovare le risposte giuste per te in un dato momento e in una data situazione.

cruciverba-schema-libero

Ti sei mai posto queste domande? Com’è il tuo cruciverba della vita? A schema libero o preconfezionato? Chi detta le regole del tuo gioco? O, prendendo in prestito un’espressione della PNL, Chi guida il tuo autobus?

Io sì. E devo ammettere che all’inizio, quando mi sono resa conto che gran parte della mia vita era stata condizionata da tutto fuorché da me, è stato un trauma. Nel programma dei 12 Passi parlano delle 3A: Accorgersi, Accettare e Agire. E il mio progresso è cominciato da qualcosa che assomiglia a queste A: la consapevolezza, la flessibilità e l’azione, in un work in progress costante.

E, una volta imparato tutto questo, qual è il contributo che posso e voglio dare?
Aiutare gli altri a trovare le  risposte e le risorse giuste per loro.

Grazie!

Emanuela

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